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Chiusura scuola perchè sede di seggio elettorale: obblighi dei docenti e del personale ATA Stampa E-mail
Martedì 15 Gennaio 2013 14:25

In occasione di qualunque consultazione elettorale il MIUR, su richiesta del Ministero dell’Interno, emana specifiche circolari che prevedono, di norma, un periodo di sospensione delle lezioni, per consentire ai comuni l’installazione dei seggi elettorali nelle sedi scolastiche.

Le lezioni vengono quindi sospese e docenti e ATA in servizio non prestano la loro attività.

Il MIUR  ha comunicato che il Ministero dell’Interno, con nota n. 59 del 4/01/2013, ha precisato che le operazioni di voto si svolgeranno dalle ore 8.00 alle ore 22.00 della domenica 24 e dalle ore 7.00 alle ore 15.00 del lunedì 25 febbraio 2013.

Il ministero ha pertanto chiesto la disponibilità dei locali scolastici – sedi di seggio elettorale – dal pomeriggio di venerdì 22 febbraio sino alla giornata di mercoledì 27 febbraio 2013 compresa.

La chiusura della scuola per elezioni è equiparata a quella disposta per gravi eventi (nevicate, alluvioni ecc.) o anche per interventi di manutenzione straordinaria che precludono al personale e agli allievi l’accesso ai locali.

Le assenze così determinate, comprese quelle del personale ATA, sono pienamente legittimate e non devono essere “giustificate” e nemmeno essere oggetto di decurtazione economica, di recupero, o considerate ferie o permessi retribuiti.

Essendo il rapporto di lavoro del personale della scuola di natura civilistica e obbligazionaria tra le parti che lo sottoscrivono, il principio giuridico di riferimento è l’art. 1256 del Codice civile, che recita:

“L’obbligazione si estingue quando, per una causa non imputabile al debitore (nel nostro caso dipendente della scuola), la prestazione diventa impossibile. Se l’impossibilità è solo temporanea, il debitore, finché essa perdura, non è responsabile del ritardo dell’adempimento”.

Questo per quanto riguarda la chiusura della scuola sede di seggio.

Si ricorda, invece, che quando si tratta solo della “sospensione delle attività”,  e non quindi della totale chiusura della scuola, solo i docenti non devono prestare servizio e per loro vale quanto appena detto.

Il personale ATA, invece, assegnato a quel plesso in cui sono sospese le sole attività  didattiche ma non il servizio fornito dalla segreteria (siamo quindi nel caso in cui sono sospese solo le attività di insegnamento ma la scuola rimane “aperta”), dovrà recarsi a scuola e svolgere normale servizio e, se impossibilitato a raggiungere la sede (per es. per forti nevicate o comunque per cause di forza maggiore), dovrà “giustificare” l’assenza ricorrendo ai permessi previsti dal Contratto (permessi retribuiti o ferie).

Può però accadere, come nel quesito esposto, che non tutti i plessi di uno stesso istituto siano individuati sede di seggio elettorale. Perciò, alcune sedi rimangono aperte ed altre saranno chiuse.

A tal proposito la procedura che bisognerà adottare:

Nell’edificio non individuato sede di seggio elettorale si dovrà svolgere normale attività didattica e dunque l’edificio/i dovrà necessariamente rimanere aperto.

Docenti e personale ATA assegnati a questi plessi dovranno recarsi a scuola regolarmente e secondo il proprio orario di servizio.

Le lezioni non dovranno essere sospese e docenti e ATA non potranno “rivendicare” il recupero delle ore prestate (per loro è infatti “regolare servizio”).

Per ciò che riguarda invece il personale che non presta attività lavorativa perché la sede di servizio rimane chiusa in quanto individuata sede di seggio, l’O.M. 185/1995 (art. 3, comma 30) recita:

“Gli insegnanti a disposizione per la temporanea chiusura dei locali della sede di servizio a causa di disinfestazione o di consultazione elettorale non sono da considerare in soprannumero e non possono essere pertanto utilizzati negli altri plessi del circolo o nelle sezioni staccate o scuole coordinate”.

Quindi i docenti non potranno in alcun modo prestare la loro attività di insegnamento negli altri plessi ed è da escludere una modifica del loro orario o “doppi turni”.

In via generale tale disposizione deve essere applicata anche al personale ATA